Il mondo del publishing
Il nuovo che avanza
Come sta evolvendo il mondo del giornalismo? È un fatto che l'esplosione della galassia social media ha cambiato per sempre il carattere dell'informazione. Quello che un tempo era dominio della carta stampata, oggi si è dissolto in circuiti e canali di vario tipo: internet, gli smart phone, i tablet. Mezzi che permettono di essere sempre informati, spesso in tempo reale, iper-connessi all'infosfera, quasi a rendere giustizia alla profezia di Marshall McLuhan (il medium è il messaggio).
Un cambiamento che ha fatto nascere una situazione paradossale: se, da un lato, ognuno può produrre contenuti, aprendo un proprio spazio virtuale sul web e utilizzando a piacimento social media e aggregatori, d'altro canto questa stessa possibilità ha determinato una sempre maggiore richiesta di informazioni specialistiche di qualità. Viene da citare La lunga loda di Chris Anderson, editor di Wired, il quale aveva già sottolineato che il mondo dell'offerta dei contenuti avrebbe preso la forma di una lunga serie di nicchie iperspecializzate.
Non basta avere a disposizione lo strumento (e qui anche McLuhan viene meno), poiché differenti media richiedono differenti approcci, appositamente concepiti per specifiche funzioni tecnologiche e di linguaggio. Un sito web di informazioni non avrà mai la stessa veste grafica o le stesse modalità di sviluppo se destinato a girare su tablet o mobile.
Certo, stiamo prefigurando uno scenario futuribile, ma davvero la carta stampata, di fronte al proliferare di prodotti digitali, è destinata al disuso?
La carta stampata
La riposta è confortante. La carta stampata sopravviverà, anzi, evolverà.
I motivi andrebbero ricercati nella resistenza culturale (per nostra fortuna) di un oggetto feticcio che condensa in sé il valore materiale del design e dell'estetica, e che nonostante tutto riesce ancora a dialogare con il desiderio di collezionismo e di possesso del lettore/fruitore.
Ma allora cosa cambia? Cambia, come abbiamo sottolineato poco sopra, lo scenario. Oggi una rivista è un progetto culturale di nicchia, ricercato e curato, e non galleggia nella vastità dell'ipermercato delle notizie, ma diventa un modo di vedere il mondo. In parole tecniche parliamo di posizionamento nel grande scaffale dell'offerta culturale, e più questo è centrato, più diventa forte l'identità del prodotto editoriale.
In questo educational (o corso, come si voglia definire), l'idea è proprio quella di approfondire l'identità dei prodotti di publishing, la loro linea editoriale, che cuce ogni contenuto nella logica dell'insieme, il linguaggio e le tecniche di scrittura, gli aspetti di packaging dalla grafica al numero finito. Obiettivo, forse ambizioso, è creare figure consapevoli, che siano in grado di conoscere ogni aspetto di filiera dell'ideazione, progettazione e realizzazione di una rivista. Con il Dipartimento del MAXXI B.A.S.E. pensiamo di essere riusciti ad offrire un bellissimo programma. Le riviste che hanno aderito sono di grande importanza, da Internazionale a Monocle, da XL e Venerdì di Repubblica a Colors, fino a Mousse e Cujo. Ora non resta che aspettare settembre.

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